AROMATERAPIA

UTILIZZO DEGLI OLI ESSENZIALI AI FINI TERAPEUTICI

per l’armonizzazione della salute fisica e mentale

lavanda.

Il termine Aromaterapia viene utilizzato per la prima volta nel 1928 da un biochimico francese François René-Maurice Gattefossé

Egli fu il primo a mostrare le relazioni struttura/attività dei composti aromatici e a codificare le grandi proprietà degli aromi naturali

 

Che cos’è un olio essenziale? 

Un olio essenziale è l’essenza volatile estratta dalle piante aromatiche per distillazione in corrente di vapore acqueo.

Che cos’è l’aromaterapia? 

L’aromaterapia è l’utilizzo degli oli essenziali per favorire l’armonia fisica e mentale. Si utilizzano gli oli essenziali per velocizzare il naturale processo di guarigione. È un metodo naturale che si basa sull’attività delle molecole biochimiche degli oli essenziali.

Cos'è l'Aromaterapia scientifica

L'aromaterapia scientifica o aromatologia è lo studio degli oli essenziali, ovvero una scienza che ricorre a una metodologia rigorosa e si basa su dati scientifici solidi, confermati in laboratorio.

 

Specie botanica certificata 

Gli oli essenziali di qualità devono necessariamente provenire da piante certificate dal punto di vista botanico, ovvero identificate con due nomi latini, dal momento che è il latino la lingua universalmente riconosciuta in botanica. Il primo nome indica il genere, ad esempio Cupressus; il secondo, la specie: sempervirens, cipresso sempreverde.

 

Parte della pianta distillata 

Le diverse parti di una stessa pianta (fiore, foglia, stelo, corteccia, radice e altre) possono produrre essenze diverse. È quindi importante precisare anche l’organo della pianta.

 

Chemiotipi

Le componenti aromatiche di una pianta non sono immutabili. Una stessa pianta, crescendo in luoghi diversi, può secernere essenze molto diverse tra loro a seconda di una serie di variabili, tra cui l’esposizione al sole, il clima, la composizione del suolo, l’altitudine. 

In funzione del biotipo (esposizione al sole, clima, composizione del suolo, altitudine...), una stessa pianta può secernere delle essenze molto diverse sul piano biochimico. Dalle variazioni di composizione biochimica degli oli essenziali dipende il concetto di chemiotipo (CT). Due chemiotipi dello stesso olio essenziale presentano non solo attività diverse ma anche tossicità molto variabili.

Esempio :

 

Thymus vulgaris CT thujanol : Molto sicuro nell’utilizzo, ben tollerato sulla pelle

.

- Thymus vulgaris CT thymol : Dermocaustico ed epatotossico a dosi elevate e prolungate.

La mancanza di conoscenza della distinzione tra i diversi chemiotipi e di precisione nell’identificazione di certi oli essenziali possono determinare incidenti legati a potenziale tossicità e fallimenti terapeutici.

 

Si distinguono in generale svariate qualità di oli essenziali : 

  • Qualità industriale standard : l'olio essenziale proviene da una pianta non certificata sul piano botanico, coltivata industrialmente, con una raccolta non eseguita al momento opportuno. La distillazione è molto spesso incompleta o l’olio essenziale è rettificato, se non ricostruito chimicamente.
  • Qualità chemiotipizzata, pura e naturale al 100% : l’olio essenziale è ottenuto mediante distillazione completa di piante certificate sul piano botanico e raccolte al momento opportuno. Le piante aromatiche distillate possono derivare da coltivazione o raccolta selvatica. Le componenti biochimiche dell’olio essenziale sono note e corrispondono al profilo qualitativo desiderato.
  • Certificazione BIO : l’olio essenziale è ottenuto da piante con coltura certificata BIO da un organismo autorizzato.

Qual è il miglior olio essenziale ? 

Certificato o meno BIO, il miglior olio essenziale è quello chemiotipizzato, puro e naturale al 100%.

 

Le certificazioni : 

  • Ecogarantie 

              *Ingrediente proveniente da agricoltura biologica (controllo Certisys BE-BIO-01) - ECOGARANTIE ® prodotto certificato in conformità con il disciplinare ECOGARANTIE (controllo CERTISYS) 

  • Agricoltura biologica

              *Ingrediente proveniente da agricoltura biologica (controllo Certisys BE-BIO-01) - BIO significa: proveniente da agricoltura biologica (controllo Certisys BE-BIO-01)

 

LA SPREMITURA 

Processo di spremitura degli oli essenziali

La spremitura consiste nella rottura meccanica delle “sacche” delle scorze fresche degli agrumi per raccogliere le essenze

Questa è la tecnica più semplice ma è possibile solo con gli agrumi (arancio, limone, bergamotto). Il prodotto che ne deriva si chiama “essenza” e non “olio essenziale”.

Altre modalità di estrazione :

Esistono altre modalità di estrazione che riportiamo qui di seguito.

  • La percolazione o idro-diffusione : questa tecnica consiste nel passaggio del vapore acqueo dall’alto verso il basso. È più rapida e regala sostanze aromatiche di qualità superiore ma appesantisce gli oli essenziali con sostanze non volatili. Si parla allora di “essenza di percolazione”.
  • L'estrazione con CO2 supercritico : molto moderna e costosa, è una tecnica che consiste nel convogliare un flusso di CO2 a pressione elevata per far scoppiare le sacche contenenti l’essenza e produrre le sostanze aromatiche.
  • L'enfleurage : l'enfleurage è solitamente riservato a fiori contenenti concentrazioni molto deboli di essenze (gelsomino, mimosa...). I fiori sono messi a contatto con grassi assorbenti che si saturano progressivamente nell’essenza. Gli unguenti così preparati sono utilizzati puri o diluiti in alcool. Si ottengono quindi degli estratti alcolici con le fragranze dei fiori denominati “assoluti”.
  • L’estrazione con solvente : per estrarre le essenze si può ricorrere a solventi volatili (benzene). Si ottengono concrete di fiori e foglie che diventano assoluti tramite diluizione in alcool e poi “essenze concrete” previa evaporazione. Le concrete contengono in generale dal 2 al 3% di solventi residui. Sono essenze utilizzabili solo per l’olfattoterapia.

RESE 

Per ottenere 1 kg di olio essenziale sono necessari :

 
  • 7 kg di boccioli fiorali di chiodi di garofano  - Eugenia caryophyllus.
  • 50 kg di lavandino  - Lavandula x burnatii clone reydovan.
  • 150 kg di lavanda  - Lavandula angustifolia ssp angustifolia.
  • 1 tonnellata di immortale (elicriso italico) - Helichrysum italicum ssp serotinum.
  • 4 tonnellate di rosa damascena  - Rosa damascena.
  • Dalle 5 alle 10 tonnellate di melissa  - Melissa officinalis.

 

LA DISTILLAZIONE

 

Processo di distillazione degli oli essenziali 

La maggioranza degli oli essenziali è ottenuta tramite distillazione in corrente di vapore, senza disincrostante chimico e a pressione ridotta

Il processo consiste nel far passare del vapore acqueo in una cisterna riempita con piante aromatiche. Il vapore acqueo estrae l’essenza dalla pianta e con essa forma una miscela gassosa omogenea. Uscendo dalla cisterna a pressione controllata, il vapore acqueo arricchito di olio essenziale attraversa una serpentina e si condensa. Il liquido viene raccolto nel vaso fiorentino dove l’olio essenziale presenta una densità inferiore a quella dell'acqua.
La distillazione
 

 

CRITERI PER UNA BUONA DISTILLAZIONE 

Criteri per una buona distillazione :

La distillazione è un processo delicato che richiede esperienza e controllo costante. Per ottenere un olio essenziale di prima qualità, si devono rispettare i criteri seguenti :

  • L'alambicco : deve essere in acciaio inossidabile, in quanto il rame e il ferro possono ossidarsi.
  • Pressione ridotta : la distillazione deve essere effettuata a pressione ridotta, tra 0,05 e 0,10 bar, poiché pressioni elevate possono provocare sovra-ossidazioni. Di conseguenza, il colore dell’olio essenziale di timo volgare in piena fioritura varia dal rosso chiaro al rosso scuro all’aumentare della pressione. La pirogenazione di legni con corteccia, successiva alla distillazione a pressione e temperatura elevate dà origine a oli essenziali contaminati con catrame cancerogeno.
  • Durata della distillazione : deve essere prolungata per consentire di raccogliere il “totum” delle molecole aromatiche, ovvero l’insieme delle frazioni dette di "testa", di "cuore" o di "coda". Ad esempio, tre quarti dell’olio essenziale di timo volgare sono estratti durante i primi trenta minuti ma occorre un’aggiunta dai sessanta agli ottanta minuti per estrarre la totalità dei fenoli. I distillatori sono pagati per ogni chilo di olio essenziale prodotto, per cui alcuni produttori distillano a pressione elevata e completano la distillazione una volta trascorsi i 25 o 30 minuti utili. Molto spesso gli oli essenziali così ottenuti sono successivamente “rettificati”, ovvero distillati nuovamente per purificarli dalle componenti indesiderate (punti di ebollizione più elevati) e per concentrare le componenti più volatili. Questa procedura tuttavia dà origine a oli essenziali decolorati con una fragranza meno sottile, proprietà diverse e maggiori effetti indesiderati. Ecco che quindi un olio essenziale di eucalipto rettificato può contenere fino all’80% di eucaliptolo ma sarà più irritante per i bronchi rispetto a un olio essenziale di eucalipto “completo” che ne contiene solo il 60%.
  • L'acqua : l’acqua utilizzata deve essere acqua di sorgente parzialmente o totalmente priva di calcare, per evitare di ricorrere a disincrostanti chimici.
  • Stoccaggio e conservazione : dopo la distillazione, gli oli essenziali devono essere filtrati, quindi immagazzinati in cisterne ermetiche inalterabili disposte in cantine al fresco. L’imbottigliamento deve essere effettuato unicamente in boccette di vetro opaco scuro o blu per assicurarne la conservazione al riparo da luce e ossigeno.

 

CONTROLLO QUALITÀ 

Cromatografia, Spettrometria e Aromatogramma

 

Chromatographie_exemple

La cromatografia :

 

La cromatografia in fase gassosa è realizzata grazie a un apparecchio sofisticato che permette di identificare le molecole aromatiche presenti in un olio essenziale (fino a 450 molecole aromatiche). Il grafico fornito dal cromatografo presenta una serie di picchi. Ogni picco rappresenta una molecola aromatica molto specifica identificata dal software.

Lo spettrometro :

 

Lo spettrometro di massa determina la proporzione relativa di ogni singola molecola aromatica di un olio essenziale (composizione quantitativa).

 

L'aromatogramma :

 

L'aromatogramma è una modalità di misurazione in vitro del potere antibatterico degli oli essenziali. La tecnica è identica a quella utilizzata per misurare l'azione battericida degli antibiotici. 

 

 Su alcune colonie microbiche vengono disposte numerose serie di dischi impregnati di oli essenziali diversi. Dopo un periodo di latenza a 37,5°, è possibile misurare in millimetri il diametro dell’alone di inibizione che circonda i dischi.

Ringraziamo per il testo PRANAROM, leader mondiale nella produzione di OE Chemiotipizzati

Luglio 2014.

Nonostante qui la stagione non sia proprio delle migliori, quando il sole è libero dalle nuvole arriva comunque a compiere il suo naturale intervento sulla macerazione delle piante in olio extravergine d'oliva biologico, per ottenere alcuni dei nostri OLEOLITI.

oleoliti

Come si legge nel "Manuale di Fiori e Erbe" di Hubert e Lucilla...:

"Gli oleoliti sono preparati antichi. Chiunque può cimentarsi con successo nella loro preparazione. Sono stati valorizzati da Padre Vittorio Baroni, che li consigliava per svariati disturbi, anche molto importanti. Per l'oleolito di Alloro bacche, ad esempio, parla delle sue mirabili virtù antibiotiche particolarmente adatte a contrastare il bacillo della tubercolosi e il vibrione del colera; per l'oleolito di Bardana, la sua azione sui batteri gram-positivi come lo staphilococco aureo e lo streptococco, lo porta a consigliarne l'uso locale in caso di ulcere, eczemi, foruncolosi, dolori reumatici, affezioni alle vie respiratorie."
Scopri le eccezionali e versatili virtù degli oleoliti 100% biologici certificati, ottenuti dalle nostre piante:

Achillea - fiori

Alloro - bacche

Aloe - foglie

Arnica - fiori

Bardana - radice

Calendula - fiori

Camomilla - capolini

Elicriso - fiori

Fiordaliso - fiori

Iperico - fiori

Lavanda - fiori

Noce - mallo

Propoli - resina

Rosa selvatica - bacche

Rosmarino - foglie

Verbasco - fiori
verbasco

Insomma gli oleoliti, per quanto forse oggi poco alla moda, sono da sempre estratti eccellenti.

Assorbiti in massaggio dalla pelle, o utilizzati per via orale* (alternativa ai prodotti con alcool), danno grandi risultati.
*20 gocce, due o tre volte al giorno senza bisogno di essere diluiti

I nostri oleoliti sono molto concentrati e vanno usati in piccole dosi, per questo li proponiamo in boccette da 30 ml.

oleolito-di-calendula

A Remedia, proprio in queste settimane, abbiamo costruito una struttura adeguata alla loro macerazione al sole, con buona esposizione e con caratteristiche adatte ad una ottimale resa.

oleolito fuori

Cosa è l'oleolito

Gli oleoliti, appunto, sono estratti di erbe in olio. Per l'estrazione ci avvaliamo di un olio extravergine di oliva biologico di ottima qualità (lo stesso che usiamo per condire la nostra insalata!), per assicurare una buona conservabilità all'oleolito. Quando ci serve un migliore assorbimento utilizziamo, per impiego cosmetico, l'olio biologico di jojoba.

Come si prepara

Di solito si usano piante appena raccolte (in alcuni casi un pò essiccate per eliminare l'acqua in eccesso), si mettono in contenitori di vetro riempiti non più di 3/4 di olio. E' bene lasciare un pò di Cielo, cioè spazio vuoto a disposizione. Le piante, sminuzzate ove necessario, vanno sistemate con cura e costipate bene, soprattutto se fresche. Quindi possiamo inumidirle con una piccola quantità di puro alcool etilico o aggiungere una manciata di sale grosso per facilitare la fuoriuscita d'acqua dai tessuti ed evitare alterazioni. Poi si coprono le piante con l'olio. La macerazione avviene solitamente per almeno 40 giorni di sole effettivo.
Le radici possono, prima della macerazione al sole, stare nell'olio a temperatura di 60° C per 3-4 ore, questa operazione è chiamata "digestione". Una volta terminata la macerazione,

l'oleolito viene torchiato e filtrato con un setaccio a trama fine. Si lascia sempre depositare per 1-2 giorni così che si chiarifichi dai residui. E' possibile con le piante che contengono molta acqua trovare la parte liquida separata dall'olio. Questa parte si allontana e non si utilizza per non compromettere la conservazione del prodotto.

oleolito-torchiatooleolito-torchiato filtrato

Come si conserva

La conservazione avviene in bottiglie scure e ben chiuse in un ambiente fresco. Gli oleoliti si conservano per 18-24 mesi.

Utilizzo

Gli oleoliti si applicano localmente da 1 a 3 volte al giorno con un leggero massaggio: in piccole quantità, vengono assorbiti dalla pelle di tutto il corpo. In 20 gocce due/tre volte al dì possono essere assunti per via orale.


Per altre curiosità o consigli personalizzati sull'utilizzo degli oleoliti, chiamate allo 0547 95352 o scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. !

Tratto da Remedia Luglio 2014

Pagina 1 di 2

Seguici su
Facebook

enrica-facebookriccardo-ronzonimelissa-facebook





camminamente facebook smalllocandina-effeemmestudioProf-Cannella-facebook



icona facebook macromamma

Copyright © 2007 CamminaMente. Tutti i diritti riservati. Ripubblicazione o distribuzione dei contenuti sono espressamente vietate senza permesso scritto.| c.f. 94132270367

Privacy | Sitemap | Credits